IL PRIMO INCONTRO:

 

Come ogni primo appuntamento, anche quello con lo psicologo intreccia all’unisono emozioni di ansia e di curiosità. Soprattutto perché, generalmente, non si conosce l’Altro fino al momento in cui lo si vede per la prima volta.

Il primo colloquio è il momento in cui una persona sofferente e in difficoltà chiede, spesso con grande timore, aiuto ad uno specialista. Porta quindi nel primo incontro con lo psicologo o psicoterapeuta la sua sofferenza, i suoi problemi, le sue paure e, soprattutto, le sue aspettative rispetto all’incontro e allo psicologo. Quasi sempre chi chiede aiuto perché sta male ha una speranza molto forte di ricevere una soluzione o un beneficio dal professionista al quale si rivolge, ma contemporaneamente ha anche molta paura.
“Riuscirà a capirmi?”, “Sarà in grado di aiutarmi?”, “Mi posso fidare?”.
Non è assolutamente scontato, quindi, che il paziente decida di fidarsi subito di quello che è ancora uno sconosciuto e di aprirsi con lui sui particolari di intimità della propria vita. Frequentemente il paziente viene da esperienze precedenti in cui si è sentito deluso, non capito e, per questo, potrebbe tendere inizialmente ad essere cauto e diffidente. La fiducia non viene consegnata a priori, ma nasce e cresce con il tempo, quando il paziente “sente” che può fidarsi e affidarsi. Questa è la nascita della relazione tra due persone, che sono qualcosa di più che tra paziente e professionista.
Compito dello psicologo sarà allora quello di riportare la persona a gestire la propria esperienza, con fiducia nelle personali capacità. In tal modo, il paziente si rende protagonista del suo percorso di crescita e quindi responsabile dei propri cambiamenti.

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