Quando chiedere una consulenza?

Decidere di chiedere aiuto allo psicologo non è, spesso, una scelta facile; richiede una buona dose di coraggio, necessità di cambiamento e amor proprio. La difficoltà della domanda di aiuto ha a che fare con alcune resistenze culturali che interpretano ancora il disagio psicologico come malattia, come fosse un difetto che mette in discussione tutto il valore della nostra persona. Purtroppo sono ancora in molti a non chiedersi perché, quando abbiamo un disturbo fisico, andiamo dal medico mentre invece per la sofferenza emotiva no.  Perché non ci rivolgiamo ad un esperto? Ci hanno insegnato, a torto, che bisogna essere forti a tutti i costi, che la tristezza, la paura, la noia, il vuoto, l’agitazione, ecc.. vanno gestiti in proprio e chi non lo sa fare è debole o inadeguato. Forse ci hanno inculcato che chiedere aiuto è un fallimento o addirittura pericoloso.
Sarebbe opportuno richiedere una consulenza psicologica quando il disagio, la sofferenza, o qualsiasi altro stato emotivo, non ci permette di condurre una vita serena. Quando il nostro lavoro, le nostre relazioni, la nostra quotidianità è messa a dura prova dalla sofferenza e non riusciamo più a far si che le preoccupazioni e le paure non prendano il sopravvento sulla nostra vita.
Le emozioni fanno parte della nostra vita come le nostre sensazioni, i nostri pensieri, e come ogni altro tipo di prodotto mentale. Capita, però, che esse diventino dolorose, invasive e quando ciò capita non significa che siamo malati o perduti, significa che una parte di noi sta cercando di parlarci e di farsi ascoltare. La sofferenza non è solo una condanna, una maledizione; bensì è anche un segnale di allarme e una buona opportunità da cogliere per cambiare.
La consulenza psicologica è il primo passo per aiutarci a comprendere il significato dei nostri sintomi, del disagio e della sofferenza che vuole farsi ascoltare.

 

Sarebbe opportuno rivolgersi allo psicologo in tutti quei casi di:

  • prevenzione, diagnosi, riabilitazione e sostegno
  • cambiamento delle abitudini (fumo, peso, ecc..), controllo e gestione dello stress e delle emozioni.
  • disagi psicologici e/o comportamentali nel bambino: disturbo del sonno, dell’alimentazione, problematiche scolastiche, enuresi, nascita di un fratello/sorella, abuso e/o maltrattamento del minore
  • disagi psicologici e/o comportamentali nell’adolescente: disturbo del comportamento alimentale, uso di sostanze, devianze comportamentali, difficoltà relazionali, disturbi d’ansia, reazioni di rabbia sproporzionate e incontrollate
  • Presenza di problematiche nell’adulto: depressione, ansia, insonnia, rabbia, scarsa autostima, dipendenze patologiche (da sostanze, internet, sport, gioco d’azzardo…), irrisoluzioni con la famiglia d’origine, gestione di una separazione coniugale, difficoltà nell’educazione dei figli, difficoltà nel lavoro, dipendenza dal fumo, dal cibo ecc..
  • Famiglie: separazione, divorzi, conflittualità coniugale, mono genitorialità
  • Famiglie adottive e affidatarie: costruzione del legame di filiazione, scolarizzazione, adolescenza, elaborazione del lutto legato alla sterilità che impedisce una sana relazione con il figlio adottato ecc.
  • Perdita significativa di un componente della famiglia
  • In ogni situazione in cui si avverte una situazione di disagio che interferisce con il normale e/ o desiderato svolgimento delle proprie attività di vita (personali, relazionali, scolastiche o lavorative, sociali…).

Gli incontri con lo psicologo hanno una durata di circa un’ora e si svolgono, generalmente, con una cadenza settimanale.
Frequenza, modalità ed obiettivi sono concordati sempre insieme al paziente e possono variare in base alle peculiarità del singolo caso.

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